Abruzzo misterioso: i Cavalieri Templari

(da abruzzoturismo.it) – I Cavalieri Templari erano un Ordine Religioso Cavalleresco della Chiesa Cattolica dei secoli XII-XIV.
L’Ordine dei “Poveri soldati di Cristo e del Tempio di Salomone”, fu fondato nel 1118 dall’aristocratico Hugo di Payns che possedeva numerosi feudi in Abruzzo, al termine della prima Crociata, con il compito di difendere dagli infedeli i pellegrini che viaggiavano verso Gerusalemme.
I Templari erano riconoscibili dai mantelli bianchi con una croce rossa, osservavano regole rigide di comportamento, si cibavano di pesce, verdure e legumi, coltivati nei loro feudi  e godevano di grande autorità finchè Filippo Il Bello, forse spaventato dal loro crescente potere, li fece inquisire e condannare a morte a migliaia fino alla soppressione dell’Ordine.
Sono infinite le leggende che hanno per oggetto i Cavalieri Templari , le più diffuse li indicano come custodi del Sacro Graal e protettori dell’Arca dell’Alleanza.
Anche in Abruzzo comparvero i monaci-soldati, stabilendosi in punti strategici della regione: tratturi, vie consolari e valichi, edificando grandi aree di accoglienza per i pellegrini. A Vasto sono state individuate sette residenze, a Castelluccio di Atessa vi sono tracce di un monastero templare e nei pressi della Chiesa di San Nicola sono state rinvenute alcune tombe e spade. Resti di magioni permangono a  Penne (PE) San Giovanni Battista dei Templari – Santa Maria di Borgonovo – Scurcola (AQ) – Santa Maria del Ponte – Vasto (CH) Magione di Penna luce – Porto di Punta Penna – Magione di San Salvatore – Monteodorisio (CH) – Magione – Atessa (CH) – Magione in frazione Castelluccio – tra Pescasseroli (AQ) e Bisegna frazione di Gioia dei Marsi (AQ) San Nicola del Tempio.
San Leucio di Atessa, il santuario di Maria Incoronata di Pescasseroli, San Pietro ad Oratorium, San Pietro d’Albe, nell’area archeologica di Alba Fucens, l’ Abbazia di Santa Maria della Vittoria di Scurcola, Santa Lucia a Magliano dei Marsi recano simboli templari: dalla rosa, alla croce a fiordaliso all’agnello. Elementi simili si notano anche in Santa Maria in Valle Proclaneta, nel portale della chiesa di S. Nicola di Avezzano e anche nella finestra absidale esterna della chiesa di Santa Maria del Ponte presso Fontecchio. San Nicola del Tempio a Gioia dei Marsi sembra fosse una residenza templare, L’Aquila sarebbe stata costruita sulla pianta di Gerusalemme e scelta dai Templari per nascondere parte del loro immenso tesoro, la Chiesa di Santa Giusta sarebbe rappresentazione del  Monte del Tempio, la Basilica di Collemaggio sarebbe stata costruita tenendo conto delle stelle e utilizzando parte del tesoro dei Cavalieri Templari che conservarono al suo interno reliquie come le spine della corona di Cristo durante il suo calvario e  l’indice della mano destra di San Giovanni Battista. Lo stesso Pietro Angelerio, sulla cui tomba si trova l’emblema di Re Salomone,  simbolo di saggezza e di conoscenze iniziatiche, potrebbe essere stato affidatario del tesoro dopo il suo  incontro con i Templari al Concilio di Lione.  Anche a Santa Maria ad Cryptas si ritrovano tracce templari nella rappresentazione di Gesù, simile alla Sacra Sindone che, probabilmente, apparteneva all’Ordine e nella raffigurazione di San Giorgio e San Martino, vestiti con abiti Templari. Scavi archeologici nei pressi della Chiesa di Santa Maria di Luco dei Marsi, edificata ai primi del 1100,  hanno portato alla luce un Tempio  risalente all’epoca dei Marsi dedicato alla Dea Angizia. In essa sono presenti simboli inequivocabili sulla presenza dei Templari: un demone posto sul capitello di una delle colonne che sta mangiando un bambino, il tau e la croce sull’archietrave, frutta, draghi, pesci, serpenti e rose scolpiti nelle colonne e pannocchie di mais diffuso molto dopo la costruzione della chiesa… .
Nella chiesa di S. Tommaso, arcivescovo di Canterbury dell’Ordine religioso dei Cavalieri Templari, assassinato nel 1170 nell´omonima cattedrale in Inghilterra, a causa dell’eterna lotta tra la Corona inglese e la Santa Romana Chiesa, che sorge isolata nella verdeggiante valle del fiume Orta, nel cuore del Parco Nazionale della Majella, sono presenti importanti simboli dei misteriosi cavalieri: anche qui ritroviamo la pannocchia, che lascia aperti dubbi sull’origine e la fondazione della chiesa, dei primi anni del XIII secolo, quando la scoperta dell’America non era ancora avvenuta, probabilmente opera dei cavalieri templari di ritorno dai loro viaggi,  il Fiore della Vita, tradizione cara ai Templari, scolpito su  una pietra e i i fiori “accoppiati” in un cerchio, incisi misteriosamente. Aleggia il mistero dei cavalieri anche sulla Colonna Santa, dalle proprietà taumaturgiche profuse attraverso il rito della litoterapia, che sarebbe stata trasportata da un angelo.

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