IL NOSTRO STATUTO

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Sovrano Militare Ordine del Tempio

Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone

STATUTO

Art. 1.   È costituita con sede in Via Savonarola 74, 15121 Alessandria, Italia, l’associazione denominata Sovrano Militare Ordine del Tempio – Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone, successivamente denominata SMOT.

Art. 2.   Ambito di attività.

  1. L’Associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, come indicato nel successivo articolo 4, e quelle ad esse direttamente connesse.
  2. Non distribuisce, neanche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, durante la sua esistenza, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale che, per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura.
  3. Impiega gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
  4. In caso di scioglimento per qualunque causa, devolverà il proprio patrimonio, sentito l’organismo di controllo, ad altre associazioni con fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge. Quanto indicato nel precedente comma, seguirà i limiti e le condizioni previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.

Art. 3.   Durata.
La durata dell’Associazione è illimitata.

Art. 4.   Finalità.

  1. Missioni. Le missioni templari sono strutture laiche che si affiancano alle strutture pastorali delle chiese cristiane nel mondo. Lavorano per sostenere le popolazioni più povere del pianeta attraverso l’attività sanitaria, educativa, strutturale e di servizio per i singoli e per le famiglie  bisognose nell’ambito delle missioni stesse.
  2. Assistenza sociale. Nei limiti consentiti dal d.lgs. 4-12-1997 nr. 460 e successive modificazioni ed integrazioni, il SMOT fornisce la sua collaborazione ad altri enti cristiani per la realizzazione di iniziative che rientrano negli scopi propri dell’assistenza sociale, per il migliore raggiungimento dei quali, il SMOT potrà, tra l’altro, possedere, gestire, prendere o dare in locazione beni, siano essi mobili o immobili, fare contratti e accordi con altre associazioni, o terzi in genere. L’attività di assistenza si svolge prevalentemente nei confronti di soggetti svantaggiati come tossicodipendenti, alcolisti, indigenti, minori abbandonati, profughi.
  3. Educazione e istruzione. L’educazione templare affianca alla didattica il rapporto tra maestro e discepolo, facendo dell’emulazione il segreto del corretto apprendimento per cui non si insegna ad essere un templare, ma si impara ad esserlo. Il vero templare è un uomo sano, onesto, colto, coraggioso, pronto ad intervenire per fare trionfare il bene e andare in soccorso degli ultimi, dei poveri, dei malati. Nelle scuole templari, dalle elementari al liceo, il maestro (terzo grado dell’Ordine) ha molti discepoli (primo grado dell’Ordine) che ne seguono l’esempio, lo stile di vita, la rettitudine, il coraggio per cui, oltre a studiare molto, negli istituti templari si cresce armoniosamente nel culto del coraggio, dell’onestà, della carità. L’educazione cavalleresca templare (sia in Occidente che nelle missioni) tende a sviluppare ciò che nell’uomo è già insito per favorire le sue potenzialità innate, adattandole concretamente ai modelli socio-culturali dell’ambiente sociale in cui vive. È un processo volto a favorire il meglio del discepolo promuovendone la formazione per il bene delle varie società in cui – una volta divenuto adulto – sarà pronto a ricoprire incarichi ed a svolgere mansioni di primo piano. In sostanza il SMOT, nel settore dell’educazione e della didattica, forgia uomini onesti e capaci in grado di diventare membri della classe dirigente per il bene di tutti i cittadini. La tradizione templare è particolarmente utile anche e soprattutto nelle missioni del terzo mondo, in luoghi dove, più che altrove, si sente la necessità dell’affrancamento delle popolazioni dai pregiudizi e dall’ignoranza, per il raggiungimento di un’effettiva indipendenza e sovranità nazionali.
  4. Tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico, immobili e mobili, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnografico. Il SMOT è teso al recupero ed alla salvaguardia di beni che hanno particolare attinenza alla storia dei Templari, e che abbiano particolare importanza e rivestano un eccezionale interesse artistico e storico.
  5. Tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente. Il SMOT sa che, per il proprio benessere, l’umanità deve innanzi tutto rispettare e difendere la natura di cui fa parte e l’ambiente in cui vive. Violentarli e deturparli potrebbe essere un atto irreversibile che porterebbe inevitabilmente alla fine. Per questo motivo il SMOT è difensore della natura e lavora affinché l’umanità non sia costretta a violentarla per sopravvivere o, peggio, per futili motivi dovuti alla disinformazione pianificata. L’azione di SMOT pertanto si svolte essenzialmente in tre direzioni.
  • Energia. Attraverso l’energia pulita ed a basso costo si potrà contribuire all’emancipazione delle popolazioni più povere del pianeta (circa 4 miliardi di esseri umani) grazie all’indipendenza dal punto di vista energetico.
  • Lotta alla caccia. Noi Templari, in linea di principio, siamo contrari alla caccia considerata inutile, crudele e, così com’è oggi, inaccettabile. L’attività venatoria deve cessare di essere uno sport e restare, com’è logico che sia, solo una necessità per il sostentamento alimentare.
  • Mantenimento dell’equilibrio naturale. Acqua, aria, fuoco e terra sono gli elementi primari che non devono essere contaminati dall’uomo e il SMOT farà in modo che siano preservati attraverso un’opera di educazione dell’uomo, difesa della natura, corretta distribuzione delle risorse.

Art. 5.   Membri.
Possono essere membri del SMOT uomini di religione cristiana di tutto il mondo, che siano maggiorenni e che condividano le finalità e i principi statutari dell’associazione. L’elenco dei Cavalieri è tenuto costantemente aggiornato in un apposito registro, sempre disponibile per la libera consultazione ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, intitolato Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali e noto anche come Testo Unico sulla Privacà.

Art. 6.   Modalità di adesione.

  1. L’accettazione delle domande per l’ammissione dei nuovi soci è deliberata dal Gran Capitolo.
  2. L’iscrizione decorre dalla data in cui la domanda è accolta.
  3. L’adesione all’Ordine è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo fermo restando, in ogni caso, il diritto di recesso.
  4. L’adesione all’Ordine garantisce all’associato il diritto di voto nell’assemblea competente prevista dai Regolamenti e il diritto a proporsi quale candidato all’elezione degli organi sociali.

Art. 7.   Status. Gli aderenti al SMOT sono tutti uguali, salvo le promozioni interne previste dai Regolamenti.

Art. 8.   Appartenenza. L’appartenenza al SMOT ha carattere libero e volontario ma impegna gli aderenti al rispetto delle norme del presente statuto e delle deliberazioni prese dai suoi organi rappresentativi, secondo le competenze statutarie. In particolare il cavaliere deve mantenere un comportamento corretto sia nelle relazioni interne con gli altri Cavalieri che con i profani e astenersi da qualsiasi atto che possa nuocere all’Ordine.

Art. 9.   Sanzioni. Al cavaliere che non osservi lo Statuto, i Regolamenti, la Regola Aggiornata e le disposizioni emanate dal Gran Capitolo, o che si renda responsabile di infrazioni disciplinari, o comunque comprometta col suo comportamento il buon nome dell’Ordine, saranno applicate le sanzioni previste dal Corpus Iuris Templi.

Art. 10. Qualifica di Cavaliere Templare. La qualifica di Cavaliere Templare del SMOT può venire meno per i seguenti motivi:

  1. per dimissioni da comunicarsi per iscritto;
  2. per decadenza e cioè la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;
  3. per delibera di espulsione;
  4. per ritardato pagamento dei contributi nei termini previsti;
  5. per morte.

Art. 11. Struttura. Gli organi del SMOT sono di carattere territoriale, amministrativo e di governo, cavalleresco o “Della Tradizione”.

  1. Territoriale.
  2. Precettoria Nazionale retta da un Precettore Nazionale (Capo di Stato).
  3. Precettoria Regionale retta da un Precettore (Governatore di Regione).
  4. Balivato retto da un Balivo (Governatore di Provincia).
  5. Commenda (urbana) e Magione (rurale) rette da un Commendatore.
  6. Casa retta da un Cavaliere.
  7. Ogni struttura dipenderà da un Capitolo.
    1. Amministrativo e di governo.
    2. Gran Capitolo che è il governo ordinario dell’Ordine.
    3. Gran Capitolo Generale che il governo straordinario dell’Ordine ed è composto dai membri del Gran Capitolo insieme ai Precettori Nazionali.
    4. Capitolo Generale aperto a tutti i responsabili dell’Ordine a tutti i livelli, dal Gran Capitolo in giù.
    5. Capitolo dell’Assemblea aperta a tutti i Cavalieri di una determinata area territoriale.
    6. Capitolo ordinario che si tiene nelle varie strutture a tutti livelli.
      1. Cavalleresco o “Della Tradizione”.
      2. Cavalieri.
        1. Maestro Generale: Capo di Stato Maggiore.
        2. Membri del Gran Capitolo: Generali d’Armata.
        3. Precettori Nazionali: Generali di Corpo d’Armata.
        4. Precettori Regionali: Generali di Divisione.
        5. Balivi: Generali di Brigata e Colonnelli (a seconda dell’importanza del Balivato).
        6. Commendatori: Tenenti Colonnelli e Maggiori (a seconda dell’importanza della Commenda).
        7. Commendatori di Magione: Maggiori e Capitani (a seconda dell’importanza della Magione).
        8. Cavalieri comandanti di Casa: Tenenti e Sottotenenti (a seconda dell’importanza della Casa).
        9. Serventi: sottufficiali adibiti a mansioni di supporto e di servizio.
          1. Marescialli con mansioni di comando.
          2. Sergenti con mansioni prettamente di servizio

Tutte le cariche sono conferite a titolo gratuito ed attribuiscono solo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute per conto e nell’interesse dell’Ordine.

Art. 12. Il Gran Capitolo. Definizione e compiti. Il SMOT ha nel Gran Capitolo il suo organo sovrano che decide gli orientamenti generali dell’associazione e sono prese le decisioni fondamentali di indirizzo cui debbono attenersi tutti gli organi sociali. Il Gran Capitolo emana le leggi e i Regolamenti dell’Ordine e si riunisce secondo il calendario stabilito di anno in anno salvo il periodo di vacanza. I membri del Gran Capitolo sono responsabili, collegialmente degli atti del Gran Capitolo e, individualmente, degli atti dei loro dicasteri. Le varie norme del Corpus Iuris Templi provvedono all’ordinamento del Gran Capitolo e determinano il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei dicasteri stessi.

Art. 13. Il Gran Capitolo. Normativa.

  1. Il Gran Capitolo del SMOT è composto dal Maestro Generale e dagli Alti Ufficiali, per un numero non inferiore a 9 (nove) e non superiore a 15 (quindici). Il primo Gran Capitolo si è insediato nel Santuario di Vicoforte (CN) il 20 ottobre 2007, 889° anno dalla fondazione dell’Ordine, secondo la vecchia datazione (dal 1118), 888° secondo la nuova (dal 1119), composto da dodici Cavalieri nominati dal Maestro Generale, Sua Altezza Eminentissima Professore Cavaliere Gianluigi Marianini su indicazione del Vicario, Frater Andrea Guenna. I primi Cavalieri membri del primo Gran Capitolo del SMOT sono stati:
    1. Il Maestro Generale Sua Altezza Eminentissima Professore Cavaliere Gianluigi Marianini.
    2. Frater Alberto.
    3. Frater Andrea (Vicario).
    4. Frater Carlo.
    5. Frater Claudio.
    6. Frater Eraldo.
    7. Frater Gaetano.
    8. Frater Giovanni.
    9. Frater Hellmut.
    10. Frater Karl.
    11. Frater Mauro.
    12. Frater Piero
    13. Frater Pierre
  2. Può essere eletto Alto Ufficiale membro del Gran Capitolo il Cavaliere Templare di terzo grado del SMOT che abbia compiuto trentacinque anni d’età e goda dei diritti civili e politici.
    1. L’Alto Ufficiale membro del Gran Capitolo resta in carica per un periodo massimo di 40 anni, quindi decade ed assume la carica a vita di Alto Ufficiale ad Honorem. L’Alto Ufficiale membro del Gran Capitolo del SMOT decade sempre e comunque dall’incarico dopo aver compiuto il 75° anno di età. Trenta giorni prima che scadano i termini il Gran Cancelliere convoca il Gran Capitolo per eleggere l’eventuale suo sostituto.
    2. Il Maestro Generale nomina i nuovi componenti del Gran Capitolo su indicazione del Gran Capitolo stesso che li elegge a scrutinio segreto e a maggioranza qualificata (2/3). I nuovi membri del Gran Capitolo devono essere investiti con cerimonia rituale (Santa Messa e Iniziazione).
    3. L’Alto Ufficiale membro del Gran Capitolo può essere rimosso dalla carica e/o espulso dal SMOT solo dopo essere stato messo sotto processo per alto tradimento dal Gran Capitolo che si costituisce come Suprema Corte di Giustizia in seduta plenaria e all’unanimità. L’accusa, o le accuse, oggetto del procedimento processuale è/sono formulata/e dal Maestro Generale davanti al Gran Capitolo, conformemente a segnalazione – che deve rimanere anonima – da parte di uno o più Cavalieri. Alla riunione del Gran Capitolo non sono ammesse deleghe. In caso di assenza anche di uno solo dei membri del Gran Capitolo del SMOT, la seduta è da considerarsi nulla.
    4. L’Alto Ufficiale membro del Gran Capitolo, a giudizio del Gran Capitolo e solo in presenza di fondati motivi, può essere trasferito ad altro incarico al di fuori del Gran Capitolo stesso. La decisione è presa dal Gran Capitolo a scrutinio segreto a maggioranza assoluta dei votanti ad eccezione dell’alto ufficiale, oggetto del provvedimento, che non può votare.
    5. L’Alto Ufficiale membro del Gran Capitolo, a giudizio del Gran Capitolo stesso, e solo in presenza di fondati motivi, può essere sospeso dalla carica. La decisione è presa dal Gran Capitolo a maggioranza assoluta.
    6. L’Alto Ufficiale membro del Gran Capitolo può dare le dimissioni dalla carica, e presentarle al Gran Capitolo in forma scritta. Il Gran Capitolo prenderà atto della volontà dell’Alto Ufficiale e ratificherà le dimissioni stesse.

Art. 14. I membri del Gran Capitolo. Funzioni.

  1. Maestro Generale.È la massima autorità dell’Ordine ancorché primus inter pares all’interno del Gran Capitolo. È il massimo custode della tradizione templare.
    È il massimo responsabile dell’Ordine ad ogni livello.
    È la massima autorità militare dell’Ordine.
    Svolge funzioni di rappresentanza, garanzia delle istituzioni interne e dei Regolamenti, direzione dei lavori.
    Nelle votazioni, in caso di parità, il suo voto è decisivo.
    Non può ricevere deleghe.
    Nomina i Cavalieri ed i dignitari dell’Ordine approvati dal Gran Capitolo.
    Può sostituire ad interim ogni ufficiale del Gran Capitolo e dell’Ordine.
    Può concedere la grazia.
    In via del tutto eccezionale, e quando non sia possibile altra via per salvaguardare l’Ordine ed il bene comune dei confratelli, può derogare dal Corpus Iuris Templi avvalendosi del Motu Proprio. Può essere messo sotto accusa solo per il reato di alto tradimento.
  2. Gran Cancelliere. Ha funzioni di notaio del Gran Capitolo, di conservatore dei titoli, dei privilegi e dei documenti istituzionali, e controfirma i Decreti del Maestro Generale, attestandone la validità formale e l’autenticità legale. Il Gran Cancelliere, inoltre, controlla il corretto svolgimento dei lavori del Gran Capitolo e la puntuale attuazione del programma di lavoro. Ha la responsabilità dei rapporti con gli organi di informazione. È anche il “ministro degli esteri” dell’Ordine, colui che ha potere di rappresentanza col mondo profano collaborando, in questo senso, col Gran Cerimoniere.
  3. Gran Cerimoniere. È il responsabile del Protocollo, del Cerimoniale, dell’applicazione uniforme del Corpus Iuris Templi (Regola, Statuto, Egards e Retraits), dei Rituali, oltre che dell’organizzazione e del corretto svolgimento dei Capitoli. Egli, in tal modo, ha una responsabilità primaria nella gestione dell’Ordine e della sua immagine esterna, con particolare riferimento alle pubbliche relazioni di cui è titolare, ed ai rapporti fra l’Ordine stesso e gli altri Ordini cavallereschi, e tra l’Ordine e le varie Chiese Cristiane. È il responsabile delle attività culturali e scientifiche dell’Ordine e concorre, sia pure indirettamente, alla formazione dei Cavalieri, compito precipuo del Gran Precettore. Inoltre controlla, in stretta collaborazione col Gran Precettore, che i Cavalieri si comportino se-condo la regola e le leggi dell’Ordine.
  4. Gran Maresciallo. Cura la preparazione dei Templari a scopo di difesa personale e di intervento in presenza di un oggettivo stato di necessità. È il garante della sicurezza dell’Ordine.
  5. Gran Precettore. Il Gran Precettore svolge la funzione di guida e di controllo del comportamento dei Cavalieri che deve ispirarsi alla migliore tradizione cavalleresca e cristiana. In casi particolari può avere la funzione di responsabile di un’area territoriale nella quale occorra promuovere, appunto formando ed informando, nuove adesioni all’Ordine. In questo caso collabora col Gran Cerimoniere. È inoltre il garante dell’organizzazione, della struttura e dell’Ordine interni. Controlla il regolare funzionamento dell’Ordine ad ogni livello. Dirime in prima istanza le controversie amministrative e compone le liti. In questo senso lavora in stretta collaborazione col Gran Referendario. Cura il servizio ispettivo all’interno dell’Ordine con funzione anche “itinerante”; ha mandato esplorativo e svolge le indagini prima delle tegolature dei profani.
  6. Gran Referendario. È il consulente giuridico dell’Ordine. È incaricato dell’istruttoria degli atti relativi all’arbitrato fra i membri dell’Ordine. Redige le proposte di atti (Decreti) ed assicura il rispetto dello Statuto e dei Regolamenti. È anche il rappresentante legale dell’Ordine con funzione di tutela dello stesso in ogni controversia giuridica con il mondo profano.
  7. Gran Rettore. Il Gran Rettore esercita le funzioni e i compiti in materia di politica sociale, in relazione alla programmazione degli investimenti, coordinamento della spesa e verifica degli interventi per l’assistenza e per lo sviluppo territoriale.
  8. Gran Siniscalco. Ha funzioni di Capo della Segreteria dell’Ordine ed è il segretario del Gran Capitolo per cui redige i verbali, convoca le tornate e si occupa della gestione operativa. È anche responsabile dei beni immobili dell’Ordine di cui cura la manutenzione ordinaria e straordinaria. Inoltre si occupa della edificazione dei nuovi, e può essere delegato a mansioni a lui assegnate di volta in volta, a carattere prevalentemente amministrativo.
  9. Gran Tesoriere. È il responsabile del Tesoro del Tempio ed è incaricato della tenuta dei conti e della gestione finanziaria e contabile dell’Ordine. Si occupa inoltre di debiti e crediti che fanno capo agli individui (Banco del Tempio), delle risorse finanziarie da parte delle attività del SMOT e del loro impiego.

Art. 15. Le commissioni permanenti del Gran Capitolo.

Amministrazione e Assistenza Sociale

  1. Gran Rettore
  2. Gran Siniscalco
  3. Gran Tesoriere

Protocollo, Cultura e Relazioni Esterne

  1. Gran Cancelliere
  2. Gran Cerimoniere
  3. Gran Referendario

Sicurezza e propaganda

  1. Maestro Generale
  2. Gran Maresciallo
  3. Gran Precettore

Art. 16. Convocazione. La convocazione del Gran Capitolo è fatta per posta elettronica e rispetta, salvo eccezioni, il calendario votato ogni anno.

Art. 17. Validità dell’assemblea del Gran Capitolo. Il Gran Capitolo è valido con la presenza di almeno i due terzi dei membri. Per il conteggio delle presenze valgono le deleghe. Ogni membro non può avere più di due deleghe. È presieduto dal Maestro Generale e, in caso di sua assenza, dal Gran Cancelliere. I verbali delle riunioni sono redatti dal Gran Siniscalco o, in sua assenza, da persona scelta dal presidente fra i presenti. Il verbale dell’assemblea figurerà nell’apposito libro sociale.

Art. 18. Maggioranze. Le votazioni del Gran Capitolo avverranno per alzata di mano, per appello nominale o con voto segreto. In caso di votazione a scrutinio segreto il presidente nominerà fra i presenti una commissione di scrutatori composta da tre persone (due più il presidente).

Art. 19. Istituto del Maestro Generale. Normativa.

  1. Il Maestro Generale del SMOT è eletto dal Gran Capitolo all’unanimità. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza qualificata (2/3). Dopo il quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta (50%+1).
  2. Può essere eletto Maestro Generale del SMOT il Cavaliere templare di terzo grado del SMOT, anche non membro del Gran Capitolo, che abbia compiuto cinquant’anni d’età e goda dei diritti civili e politici.
  3. Il Maestro Generale resta in carica per un periodo di tempo fino a 25 anni, dopo di che decade ed assume la carica onorifica a vita di Sovrano Maestro. Il Maestro Generale decade sempre e comunque dall’incarico dopo aver compiuto il 75° anno di età. Trenta giorni prima che scadano i termini, il Gran Cancelliere convoca il Gran Capitolo, per eleggere il nuovo Maestro Generale del SMOT.
  4. Le funzioni del Maestro Generale del SMOT, nel caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Gran Cancelliere. Per impedimento permanente, o morte, o dimissioni del Maestro Generale, il Gran Cancelliere indice l’elezione del nuovo Maestro Generale entro trenta giorni.
  5. Il Maestro Generale può essere rimosso solo dopo essere stato messo sotto processo per alto tradimento dal Gran Capitolo del SMOT in seduta plenaria e all’unanimità. Non sono ammesse deleghe, in caso di assenza anche di uno solo dei membri del Gran Capitolo, la seduta è da considerarsi nulla.
  6. Il Maestro Generale può dare le dimissioni dalla carica, che devono essere accettate e ratificate dal Gran Capitolo.

Art. 20. Il patrimonio. Il patrimonio del SMOT è costituito da ogni bene mobile ed immobile che pervenga all’Ordine a qualsiasi titolo, nonché da tutti i diritti a contenuto patrimoniale e finanziario dello stesso. Il patrimonio ed i mezzi finanziari sono destinati ad assicurare l’esercizio dell’attività sociale.

Art. 21. Le entrate.
Le entrate sono costituite:

  1. dalle attività del S.M.O.T.;
  2. dalla quota di iscrizione da versarsi all’atto dell’ammissione all’Ordine;
  3. dai contributi annui ordinari;
  4. da eventuali contributi straordinari, deliberati dal Gran Capitolo in relazione a particolari iniziative che richiedano disponibilità eccedenti quelle del bilancio ordinario;
  5. da versamenti volontari degli associati;
  6. da contributi delle pubbliche amministrazioni, degli enti ecclesiastici, degli enti locali, degli istituti di credito e di altri enti in genere;
  7. da introiti di manifestazioni e da raccolte pubbliche effettuate in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
  8. da azioni promozionali e ogni altra iniziativa consentita dalla legge;
  9. da donazioni e lasciti;
  10. da contributi di imprese e privati;
  11. da corrispettivi di attività istituzionali e ad esse direttamente connesse ed accessorie;
  12. da rimborsi derivanti da convenzioni.

Art. 22. Destinazione degli avanzi di gestione. Al SMOT è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge. Il SMOT ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse ed accessorie.

Art. 23. Bilanci. L’esercizio sociale dell’Ordine inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno. Per ogni esercizio dovrà essere predisposto un bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione del Gran Capitolo. Entro i quindici giorni precedenti alla data della convocazione per l’approvazione del bilancio, il Gran Capitolo si riunisce per la predisposizione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente, e del bilancio preventivo del successivo esercizio, da sottoporre a votazione. I bilanci coi relativi allegati, devono essere spediti via telematica ai membri del Gran Capitolo e restare depositati nella sede del SMOT nei dieci giorni che precedono l’assemblea convocata per l’approvazione, consentendone l’esame a tutti i membri del Gran Capitolo. Ogni tre mesi, a partire da gennaio, il Gran Tesoriere deve illustrare la relazione trimestrale di cassa che deve essere approvata. La relazione trimestrale di cassa deve essere illustrata e votata a tutti i livelli dell’Ordine in sede di Capitolo.

Art. 24. Scioglimento e liquidazione dell’Ordine. In caso di scioglimento del SMOT per qualunque causa, il patrimonio sarà devoluto ad altre associazioni operanti per il raggiungimento di scopi analoghi a quelli istituzionali del SMOT o a fini di pubblica utilità, sentito il parere dell’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 25. Sono ammesse, in ogni caso, altre diverse destinazioni dei beni residui se imposte dalla legge.

Art. 25. Clausola compromissoria. Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa a giudizio di un arbitro amichevole che giudicherà secondo equità e senza formalità di rito. L’arbitro sarà scelto dalle parti.

Art. 26. Rinvio. Per tutto quanto non è previsto dal presente statuto si fa rinvio alle norme di legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico internazionale.

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Letto, approvato e sottoscritto a Castelceriolo (Alessandria)

In Gran Capitolo presso la Commenda “Rubeo di Alessandria”

Venerdì 15 giugno 2012 (894 anni dalla fondazione).

A Dio Piacendo.

420 righe

Seguono firme

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